Highlights
- Scendi 48 gradini nel Miqwè, murato nel 1492 e riscoperto 500 anni dopo
- Esplora tre livelli sotterranei: cripta, rifugio antiaereo e pozzo greco
- Due bagni rituali ebraici in un solo percorso, ingressi inclusi
- Cammina nella Giudecca, dove vivevano 5.000 ebrei e 12 sinagoghe
- Chiudi alla Fonte Aretusa, dove riemerge la stessa acqua sorgiva
Description
La Giudecca di Siracusa e i bagni rituali sotterranei di Ortigia
Nel 1492 l'Editto di Espulsione cacciò gli ebrei da tutti i domini spagnoli, Sicilia compresa. Prima di partire, la comunità di Siracusa fece qualcosa che nessuno avrebbe scoperto per cinquecento anni: murò e camuffò l'ingresso del proprio bagno rituale, sperando di ritrovarlo intatto al ritorno. Non tornarono. Il miqwè rimase sigillato finché, durante i lavori per trasformare l'edificio soprastante in albergo, riemerse la lunga scala d'accesso — per liberarla servì rimuovere cinque camion di terra.
Il quartiere. Prima dell'espulsione la Giudecca contava almeno cinquemila persone e dodici sinagoghe. Si sviluppò nel settore orientale di Ortigia, rivolto simbolicamente verso Gerusalemme, in un labirinto di vicoli lastricati. La guida ricostruisce camminando la geografia della comunità: dove stavano il baglio, l'ospedale, i luoghi di aggregazione, e come questo quartiere si intrecciava con la città cristiana. A Siracusa, a differenza dei ghetti obbligatori del nord Italia, la convivenza era una scelta e non un obbligo.
Le tracce in superficie. La chiesa di San Giovannello, lungo la via della Giudecca, sorge su quella che fu la sinagoga principale. In due blocchi di pietra sono state ritrovate iscrizioni frammentarie in ebraico: la prima menziona la sinagoga di Siracusa, una seconda, emersa durante i restauri di Palazzo Bianca, documenta la donazione dei terreni per costruirla.
L'ipogeo di San Filippo. Sotto la chiesa settecentesca, si scende per tre livelli. Il primo è la cripta con gli affreschi del Settecento. Il secondo è una rete ipogea scavata dai greci, che collegava i luoghi sacri e istituzionali dell'antica Ortigia e che nella Seconda guerra mondiale fu trasformata in rifugio antiaereo. Il terzo livello, a diciotto metri, è un pozzo greco alimentato da acqua sorgiva, usato come bagno rituale per le abluzioni femminili. Il sito ha attirato l'attenzione degli archeologi israeliani, venuti fin qui a studiarlo.
Il Miqwè.
Quarantotto gradini scavati nella roccia calcarea portano a una stanza quadrata con volta sorretta da quattro pilastri, diciotto metri sotto il livello stradale. Al centro tre vasche circondate da panche in pietra, ancora alimentate dalla falda sorgiva. Intorno, vestiboli formati da archi scavati nella roccia e altre vasche nelle nicchie, una ricavata da un antico acquedotto greco. È considerato tra i pochissimi bagni rituali europei ad aver conservato integralmente la propria struttura. La visita all'interno è accompagnata dal personale del sito.
Il percorso in superficie è di circa un chilometro e mezzo, pianeggiante. Le discese ai due siti sotterranei avvengono tramite scale ripide e passaggi stretti: servono agilità e scarpe antiscivolo, e non sono adatte a chi ha difficoltà motorie. All'interno del Miqwè non è consentito fotografare.
Includes
Guida locale abilitata
Ingresso all'ipogeo di San Filippo con accompagnamento dei volontari del sito
Ingresso al Miqwè con accompagnamento del personale del sito
Excludes
Cibo e bevande
Mance
Trasporto da e per il punto d'incontro
Fotografie all'interno del Miqwè (non consentite dal sito)
Important Information
- Scarpe comode e antiscivolo · due discese sotterranee con scale ripide e passaggi stretti, serve una buona agilità · non adatto a chi ha difficoltà motorie · vietato fotografare all'interno del Miqwè · temperatura fresca nei sotterranei anche d'estate
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